Fiera letteraria

Espone in questi giorni a Genova una serie di recenti opere pittoriche e grafiche e presenta contemporaneamente nella sua città tempere e disegni Livio Rosignano, triestino di origine istriana. Operoso da oltre venticinque anni, egli è tra gli artisti più significativi della “generazione di mezzo”, da tempo affermato a livello nazionale.
I vecchi caffè triestini (un capitolo emblematico dell’antica civiltà cosmopolita della città), le osterie, caldo rifugio di un’umanità che si confessa nel colloquio ma più ancora nei silenzi, le strade – popolate popolate della piccola gente di ogni giorno – l’atelier, i luoghi di lavoro, gli angoli consueti del suburbio, il paesaggio tra i moli e il Carso: tutto questo rivive nella rappresentazione di Rosignano “maestro della realtà”, con accento indimenticabile. Per non parlare delle nature morte, umili nella materia ma trasfigurate, dalla rivelazione della luce, in brani di alta poesia, e dei ritratti, dai raggiungimenti spesso assoluti
.Luciano Budigna, che in un suo acuto saggio si è rifatto tra l’altro alla matrice socioculturale della pittura di Rosignano, scrive. “Il più grande periodo di intendere ed esercitare la pittura come una galleria di ritratti e una rappresentazione di ambienti è indubbiamente quello di far scadere il mezzo espressivo nella illustrività o nella letterarietà. Va detto subito che da tale insidia questo artista si è ampiamente salvato fin dalle sue prime prove artistiche, e si è salvato in un modo che oggi appare quantomai interessante dal punto di vista culturale: anticipando, cioè, di non pochi anni certe soluzioni linguistiche baconiane e, in genere, neofigurative.

Carlo Ulcigrai